Malaria, tubercolosi ed AIDS sono alcune delle calamità sanitarie che colpiscono le popolazioni dei Paesi del Sud del Mondo.
La malaria in Africa è tra le prime cause di morte dei bambini al di sotto dei cinque anni di età. Ogni anno nel mondo colpisce 300-500 milioni di persone e di queste oltre un milione muore per complicazioni legate alla malaria grave.
Eppure la malaria è curabile e con farmaci a costo contenuto.
In un anno la tubercolosi uccide 1.7 milioni di persone e l’AIDS fa oltre 3 milioni di vittime, il 90% delle quali in Africa Sub-Sahariana e tra le fasce più produttive della popolazione: 10 milioni gli orfani e interi Paesi senza un futuro!
Diarree e infezioni respiratorie curabili con i comuni antibiotici sono ancora ai primi posti tra le cause di malattia e di morte.
Altre malattie come schistosomiasi, parassitosi intestinali, filariasi, leishmaniosi, tripanosmiasi ecc. sono dette “malattie dimenticate” perché colpiscono le comunità più abbandonate del pianeta costituendo uno degli anelli più importanti della catena della povertà. Circa un quarto della popolazione mondiale soffre di queste malattie che pesano molto seriamente sullo sviluppo dei Paesi colpiti.
Schistosomiasi e parassiti intestinali infettano 1 miliardo di bambini causando ritardi di crescita e di sviluppo intellettuale. Le conseguenze disabilitanti della schistosomiasi e delle parassitosi intestinali sarebbero eliminabili e molti bambini potrebbero crescere sani se le campagne di trattamento coprissero completamente le aree endemiche raggiungendo anche le popolazioni delle aree più remote.
Alcuni successi importanti sono stati raggiunti ma gli interventi andrebbero intensificati e i Governi locali aiutati maggiormente nella pianificazione delle campagne sanitarie.
Farmaci efficaci sono disponibili sul mercato da diversi anni: la sfida è renderli accessibili alle comunità che convivono ogni giorno con questa drammatica realtà. I farmaci, se usati in campagne di massa, prevengono le conseguenze croniche della malattie: tuttavia, per prevenire ed controllare le malattie parassitarie e infettive, gli interventi nei Paesi colpiti debbono prevedere non solo la cura degli individui malati, ma anche il miglioramento delle infrastrutture e la formazione del personale sanitario.
La formazione garantisce la sostenibilità di ogni intervento di cooperazione sanitaria e crea le basi di una gestione della sanità sempre più autonoma.
La lotta alle malaria, tubercolosi, Aids e alle malattie “dimenticate” è una sfida globale per rafforzare le comunità più povere.
Dunque si deve agire ora: il bisogno di salute di milioni di persone, non può più aspettare.
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