Andando a scartabellare nei vari siti di categoria dei giornalisti, in particolare nella sezione “lettere” abbiamo trovato il pienone di testimonianze di giovani, e non, che rincorrono da anni direttori, capi servizio e uffici ragioneria di quotidiani che hanno la memoria carta: dimenticano di pagare le collaborazioni occasionali o non continuative.
E se passassimo ad approfondire l’inferno di chi presta la propria opera tutti i santi giorni, scrivendo articoli su articoli, spendendo energie e quattrini per spostarsi, documentarsi?
Sono i collaboratori PRECARI PER SEMPRE.
L’ultimo anello della catena. L’anello debole che non può rivendicare il diritto alla malattia, alle ferie, alla tredicesima, ai rimborsi, alla protesta…
Produrre, produrre, produrre… con buona pace, talvolta, della qualità che è costantemente subordinata alla drammatica esigenza di “fare numero”.
Sì, perché se non creano, questi poveretti, non guadagnano.
QUA una lettura integrale
Questa è la realtà dei PPP, precari per sempre…
Adesso vi facciamo leggere “L’EDITOR PENSIERO”…
Vi riporteremo alcuni passi del CONTRATTO DI UNO SCHIAVO DELL’INFORMAZIONE…
Non domandateci la sua identità, il nome della testata e come lo abbiamo avuto…
Vogliamo soltanto creare INDIGNAZIONE e non grane per chi, ovviamente, ha terrore di eventuali ritorsioni….
CONCENTRATEVI:
“Per gli espressi accordi intervenuti tra le parti il signor XXX, svolgerà con ogni più ampia autonomia gli incarichi affidatigli.
Lo stesso opererà a sua totale discrezione senza vincolo né di orari, né di presenza…
Non osserverà alcun orario di lavoro, di reperibilità e tanto meno, sarà tenuto a preannunciare, richiedere, giustificare assenze, permessi o ferie…”
BALLE!!!!!
Quali accordi intercorsi con le parti?
La realtà è un’altra: o firmi questo contratto-capestro o perdi l’impiego.
E quali stronzate sulla non reperibilità, l’autonomia, i non orari? Le ferie (non riconosciute, insieme alla malattia)?
Uno schiavo dell’informazione sa benissimo a che ora inizia il lavoro, ma non può prevedere a che ora staccherà la spina del pc…
A PROPOSITO DI PC:
“Il signor XXX svolgerà il suo lavoro senza poter fare uso delle attrezzature aziendali, né collegarsi al sistema editoriale per la trasmissione degli articoli: opererà a suo esclusivo rischio e mediante utilizzazione della propria struttura organizzativa e tecnica. Tutte le spese saranno a carico del signor XXX, salvo i casi eccezionali di ottenimento da parte dell’editore di rimborso”
Come ha spiegato l’anonimo precario.
“Rimborsi??? Di legno!!! Tra poco chiederanno a noi di pagare per lavorare…!!!”
Dov’è il governo? Toc Toc…signori ministri????
Perché continuate a foraggiare testate e testatine con soldi NOSTRI, e non siete in grado di tenere sotto controllo il sommerso sgradevole del precariato?
SE CI SIETE, BATTETE UN COLPO….
