martedì, 11 dicembre 2007

Balle editoriali!

Andando a scartabellare nei vari siti di categoria dei giornalisti, in particolare nella sezione “lettere” abbiamo trovato il pienone di testimonianze di giovani, e non, che rincorrono da anni direttori, capi servizio e uffici ragioneria di quotidiani che hanno la memoria carta: dimenticano di pagare le collaborazioni occasionali o non continuative.

E se passassimo ad approfondire l’inferno di chi presta la propria opera tutti i santi giorni, scrivendo articoli su articoli, spendendo energie e quattrini per spostarsi, documentarsi?

Sono i collaboratori PRECARI PER SEMPRE.

L’ultimo anello della catena. L’anello debole che non può rivendicare il diritto alla malattia, alle ferie, alla tredicesima, ai rimborsi, alla protesta…

Produrre, produrre, produrre… con buona pace, talvolta, della qualità che è costantemente subordinata alla drammatica esigenza di “fare numero”.

Sì, perché se non creano, questi poveretti, non guadagnano.

 

QUA una lettura integrale

 

Questa è la realtà dei PPP, precari per sempre…

Adesso vi facciamo leggere “L’EDITOR PENSIERO”…

Vi riporteremo alcuni passi del CONTRATTO DI UNO SCHIAVO DELL’INFORMAZIONE…

Non domandateci la sua identità, il nome della testata e come lo abbiamo avuto…

Vogliamo soltanto creare INDIGNAZIONE e non grane per chi, ovviamente, ha terrore di eventuali ritorsioni….

 

CONCENTRATEVI:

 

“Per gli espressi accordi intervenuti tra le parti il signor XXX, svolgerà con ogni più ampia autonomia gli incarichi affidatigli.

Lo stesso opererà a sua totale discrezione senza vincolo né di orari, né di presenza…

Non osserverà alcun orario di lavoro, di reperibilità e tanto meno, sarà tenuto a preannunciare, richiedere, giustificare assenze, permessi o ferie…”

 

BALLE!!!!!

Quali accordi intercorsi con le parti?

La realtà è un’altra: o firmi questo contratto-capestro o perdi l’impiego.

E quali stronzate sulla non reperibilità, l’autonomia, i non orari? Le ferie (non riconosciute, insieme alla malattia)?

Uno schiavo dell’informazione sa benissimo a che ora inizia il lavoro, ma non può prevedere a che ora staccherà la spina del pc…

 

A PROPOSITO DI PC:

“Il signor XXX svolgerà il suo lavoro senza poter fare uso delle attrezzature aziendali, né collegarsi al sistema editoriale per la trasmissione degli articoli: opererà a suo esclusivo rischio e mediante utilizzazione della propria struttura organizzativa e tecnica. Tutte le spese saranno a carico del signor XXX, salvo i casi eccezionali di ottenimento da parte dell’editore di rimborso”

Come ha spiegato l’anonimo precario.

“Rimborsi??? Di legno!!! Tra poco chiederanno a noi di pagare per lavorare…!!!”

 

 

Dov’è il governo? Toc Toc…signori ministri????

Perché continuate a foraggiare testate e testatine con soldi NOSTRI, e non siete in grado di tenere sotto controllo il sommerso sgradevole del precariato?

 

SE CI SIETE, BATTETE UN COLPO….

L'impronta di Loreanne verso le 12:37 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: politica, societa


Commenti
#1   11 Dicembre 2007 - 12:43
 
sottoscrivo. bel blog.
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#2   11 Dicembre 2007 - 12:58
 
Guarda che contratti di questo genere (schifoso) non sono mica solo prerogativa dei giornalisti...
Magari ne vuoi!
Sono contratti standard di collaborazione che in realtà adesso non dovrebbero esistere più visto che ci sono quelli a progetto, altra buffonata targata Berlusconi...
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#3   11 Dicembre 2007 - 13:27
 
Applausi.
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#4   11 Dicembre 2007 - 15:12
 
una situazione molto diffusa anche in settori diversi dall'editoria.
un saluto da una che la subisce altrove,
P.
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#5   11 Dicembre 2007 - 15:29
 
L'indignazione c'è. Sapevo già di queste forme di sfruttamento non ne avevo materialmente le prove. Sono senza parole.

Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#6   11 Dicembre 2007 - 18:46
 
Purtroppo vedo questa "cacca" tutti i santi giorni e... vedo pure le facce di chi questa "cacca" è obbligato a mangiarla :-S
Uno schifo, confermo!
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#7   11 Dicembre 2007 - 19:24
 
Purtroppo,i nostri S/GOVERNANTI son TESTE PESANTI ma non PENSANTI e continuano a foraggiare TESTATE e RIVISTE dal contenuto TRISTE!!!!
Solidarietà ai precari che vogliono far i giornalisti e non i pennivendoli!!!!!
Saluti affettuosi al GRANDE TRIO!!!!
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#8   12 Dicembre 2007 - 07:49
 
conosco queste forme di sfruttamento, ed anche questo marciume fa si che i ragazzi prendano strade sbagliate.
buona giornata
utente anonimo

#9   29 Aprile 2008 - 18:43
 
Ho firmato uno di quei contratti, fidandomi del direttore che me l'ha propinato.
Dopo grandi complimenti e attestati di stima, il castellino di carte è crollato di colpo e non so neppure il perchè.
Si preferisce il pezzo vuoto e scritto alla meno-peggio, purchè sia calamitatore di contatti e sia pubblicato prima di altre realtà editoriali. A discapito di uno scrivere corretto e, magari!, interessante.

Tanto il contratto è vincolante a senso unico; la testata ne esce sempre pulita, soprattutto quando si tratta di spazi virtuali, dove non c'è neppure il contatto e il confronto diretto.

Certo, si dovrebbero arginare contratti del genere con leggi meglio pensate, ma sono gli stessi direttori che dovrebbero ricordare la gavetta e trattare con dignità i collaboratori.
Salute a tutti,
Svenia
utente anonimo

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