L'Asia dei ricchi proibisce alle domestiche, ai vigilantes e ai “guachimanes” -che per la maggior parte sono indios, di colore- di usare le spiagge e gli spazi pubblici, con il pretesto della pubblica sicurezza e ha creato dei muri di separazione!
La zona ricca: spazi perfettamente ordinati, case private costruite su terrazze che avanzano verso il mare, separate le une dalle altre da muri bianchi. Anche la prospettiva architettonica degli insediamenti urbani sembra insistere sulla mancata integrazione tra le diverse classi sociali. Lungo la strada sono nate discoteche e centri commerciali.
(“La ocupación del desierto de la playa Asia, Lima, Perú” )
L'Asia dei poveri e degli stanziali è formata essenzialmente da lavoratori della campagna, pescatori o impiegati nell'area balneare dei ricchi del area. E' un'area molto povera e la maggior parte delle abitazioni non ha né acqua potabile né elettricità.
A costoro, trattati come cittadini di seconda classe, è proibito riunirsi nelle spiagge o bagnarsi nel loro mare fino alle 19 della sera, dopo il tramonto, senza alcuna spiegazione sostenibile che sembra obbedire al desiderio dei residenti privati di non “mescolarsi” con gli indigeni.
In Peru, la legge non condanna l'apartheid o la discriminazione sociale.
Ma un gruppo di peruviani del Tavolo contro il Razzismo del Coordinamento dei Diritti Umanied ogni forma di discriminazione, s'è riunito nell'OPERATIVO EMPLEADA AUDAZ per protestare giocosamente e pacificamente contro quest'ingiustizia e il 28 Gennaio ha riunito centinaia di cittadini (superando finanche le aspettative degli organizzatori) al fine di richiamare l'attenzione pubblica e per promuovere una riflessione per la promozione di una società più equa e giusta.
Il Congresso peruviano ha appena approvato una legge che punisce con 3 anni di carcere ogni reato razzista e discriminatorio di restrizione dell'accesso alle spiagge di tutto il litorale peruviano dichiarando queste ultime come "bienes de uso público, inalienables e imprescriptibles”
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