venerdì, 02 febbraio 2007

APARTHEID IN PERU'

Asia è un gruppo di spiagge, tra le più esclusive, a circa 100 km al sud di Lima, nella provincia di Cañete, che ogni anno riceve una migrazione di vacanzieri.
Al Km 96 della Panamericana, una porzione di deserto costiero, dalla zona del Malpaso fino a Punta Bujama,è stato occupato negli ultimi anni, da piccole urbanizzazioni private destinate ai villeggianti.
La zona era conosciuta fin dall'epoca pre-colombiana per lo sfruttamento del guano e, in epoca più recente, veniva già impiegata per lo svago del fine settimana dei numerosissimi abitanti della capitale.

Nel litorale Asia esistono 2 classi sociali:
il ricco
ed il povero.

L'Asia dei ricchi proibisce alle domestiche, ai vigilantes e ai “guachimanes” -che per la maggior parte sono indios, di colore- di usare le spiagge e gli spazi pubblici, con il pretesto della pubblica sicurezza e ha creato dei muri di separazione!
La zona ricca: spazi perfettamente ordinati, case private costruite su terrazze che avanzano verso il mare, separate le une dalle altre da muri bianchi. Anche la prospettiva architettonica degli insediamenti urbani sembra insistere sulla mancata integrazione tra le diverse classi sociali. Lungo la strada sono nate discoteche e centri commerciali.

(“La ocupación del desierto de la playa Asia, Lima, Perú” )

L'Asia dei poveri e degli stanziali è formata essenzialmente da lavoratori della campagna, pescatori o impiegati nell'area balneare dei ricchi del area. E' un'area molto povera e la maggior parte delle abitazioni non ha né acqua potabile né elettricità.
A costoro, trattati come cittadini di seconda classe, è proibito riunirsi nelle spiagge o bagnarsi nel loro mare fino alle 19 della sera, dopo il tramonto, senza alcuna spiegazione sostenibile che sembra obbedire al desiderio dei residenti privati di non “mescolarsi” con gli indigeni.

In Peru, la legge non condanna l'apartheid o la discriminazione sociale.
Ma un gruppo di peruviani del Tavolo contro il Razzismo del Coordinamento dei Diritti Umanied ogni forma di discriminazione, s'è riunito nell'OPERATIVO EMPLEADA AUDAZ per protestare giocosamente e pacificamente contro quest'ingiustizia e il 28 Gennaio ha riunito centinaia di cittadini (superando finanche le aspettative degli organizzatori) al fine di richiamare l'attenzione pubblica e per promuovere una riflessione per la promozione di una società più equa e giusta.

Qua la fonte...


L'organizzazione ha richiesto garanzie di libertà e accesso nel territorio di Cañete. Secondo gli organizzatori, nella zona balnearia limeña, i lavoratori impiegati sul posto, subiscono discriminazioni, violazioni dei propri diritti

Il Congresso peruviano ha appena approvato una legge che punisce con 3 anni di carcere ogni reato razzista e discriminatorio di restrizione dell'accesso alle spiagge di tutto il litorale peruviano dichiarando queste ultime come "bienes de uso público, inalienables e imprescriptibles”

Leggi qua...

L'impronta di Loreanne verso le 04:21 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria: politica, societa, geo viaggi


Commenti
#1   02 Febbraio 2007 - 06:14
 
post molto interessante (come sempre!), ma... dovevi ancora andare a dormire alle 4.21 oppure mi hai "battuto sul tempo" per quanto riguarda la sveglia? :-)
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#2   02 Febbraio 2007 - 10:18
 
l'ho segnalato...
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#3   02 Febbraio 2007 - 11:17
 
Ecco, il Perù era una delle mete sognate per un bel viaggio in Sud America, ma così mi fan passare la voglia. Finire in mezzo a quelli che non possono mischiarsi con la popolazione di "serie B", che schifezza. Speriam che la legge funzioni a dovere, una vergogna del genere non è ammissibile.
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#4   02 Febbraio 2007 - 11:57
 
le discriminazioni trovano PATRIA dappertutto
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#5   02 Febbraio 2007 - 12:52
 
grazieeeeeeeeee :)

buon weekend a tutti voi :)
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#6   02 Febbraio 2007 - 13:11
 
La rivoluzione in spiaggia
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#7   02 Febbraio 2007 - 13:52
 
mi fanno schifo queste cose...credo sia inconcepibile che nel 2007 esistano ancora questi episodi...mi fanno schifo davvero!
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#8   02 Febbraio 2007 - 16:33
 
questa spiaggia "di classe" mi ha fatto venire in mente che anche a cuba, come anche in altri posti, esiste una situazione simile ma forse un po' più terribile: nelle zone di villeggiatura per i turisti non sono ammessi ilocali! è un po' come se in sardegna ci fossero spiagge solo per i turisti (fai da te) e non per i sardi!!! hey, scherzavo! ; ) non scatenatevi contro di me, era solo un esempio! ; )
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#9   02 Febbraio 2007 - 17:44
 
Infatti, Hours, mentre scrivevo, mi veniva in mente il caso di Varedero, a Cuba, dove, i cubani che non vi risiedono o che non vi lavorano, non possono nemmeno accedere alla cittadella turistica. Dicevo proprio a Lory che dovremo scrivere anche a proposito di ciò.
Abreast, nè l'uno, nè l'altro: è stato un intermezzo notturno, tra una nanna e l'altra, assalita da una crisi insonne!

Todomodo: vale sempre la pena un viaggio andino, non preoccuparti. Basta non prenotare una casetta in quel villaggio... e poi, per noi mediterranei, il Pacifico con la corrente di Umboldt, non è sta grande attrazione, imperdibile!

Tisbe e Zizzi, come non condividere certa amarezza e contrarietà?!

Un grazie Batsceba, Capuncione e Oscillante.
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#10   02 Febbraio 2007 - 21:51
 
L'uomo vola nello spazio, scala le montagne, compie scoperte mirabolanti nei più svariati campi, ma non ha ancora imparato a rispettare il suo prossimo e non ha ancora smesso di sentirsi superiore alle classi più svantaggiate. Che dire...cambierà mai ?
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#11   02 Febbraio 2007 - 21:59
 
Si continuano ad innalzare muri divisori,reti protettive,barriere per dividere mari e territori......ma il desiderio di eguaglianza è INARRESTABILE!!!!!!
Saluti da spiaggia libera....da pregiudizi e prepotenze!!!!
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#12   03 Febbraio 2007 - 08:34
 
Sono contro il turismo, e ancora di più il turismo di massa.
Sono contro la predazione tranne quella degli insetti utili.
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